Stagione delle grigliate e consumo di carne

08.08.2018

Indipendentemente dalla meteo, il periodo delle vacanze estive comporta per ampie zone della Svizzera, ad eccezione delle zone turistiche, una diminuzione delle vendite di articoli da grigliare.

Quest’anno, le condizioni favorevoli della prima parte della stagione hanno procurato delle buone vendite a molte macellerie specializzate soprattutto durante i fine-settimana, grazie ai numerosi amanti della grigliata. Ora si deve sperare che la meteo rimanga favorevole anche durante la seconda pare della stagione. A prescindere dal fatto che, se il tempo fa le bizze si può sempre ricorrere a delle alternative in fatto di carne, è pur vero che le belle giornate non troppo calde invitano al consumo di carne in famiglia e con gli amici.
Questo sviluppo è in contrasto con le notizie apparse qualche settimana fa nei media, in base ai quali il consumo di carne sarebbe generalmente in calo. Come abbiamo già spiegato ripetutamente in questa sede, queste affermazioni si basavano e si basano tuttora unicamente sul consumo di carne ufficialmente registrato, senza considerare il turismo degli acquisti triplicato dal 2008 in poi, rispettivamente i quantitativi di carne importati dall’estero tramite il contrabbando. A questo proposito è interessante constatare che nei primi cinque mesi di quest’anno i quantitativi complessivi registrati, cioè la produzione indigena e le importazioni (detratte le esportazioni) sono aumentati di oltre il 2%. Se si confronta questo sviluppo tenendo conto che si tratta di statistiche riferite alla prima parte dell’anno, con la diminuzione dei consumi dell’anno precedente (–1,1% totale, –1,9% pro capite), le cifre riferite ai consumi sono simili a quelle del 2016. A questo punto è lecito chiedersi se e in quale misura si giustifichi l’allarmismo dei media ogni qualvolta si annuncia un calo dei consumi; in defi­nitiva, se si considerano le difficoltà legate inevitabilmente al rilevamento dei dati in questione, forse sarebbe opportuno mettere in conto delle fluttuazioni tra un anno e l’altro. L’unico modo in cui il settore della carne può rispondere a questi episodi è quello di prenderla con filosofia!

Ruedi Hadorn, direttore dell’UPSC

 
 
 
 
Elis Welti, Capo Comunicazione e sost. direttore UPSC
 
 
 
 
 

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