Prezzi troppo alti per i bovini – un boomerang?

31.03.2021

Lo sappiamo tutti fin troppo bene: ogni cosa ha due facce.

Come noto, vari sforzi sul piano della politica (agricola), come pure il fatto che la maggior produzione di latte per mucca richieda ormai un numero minore di bovini, sono circostanze che implicano una costante diminuzione della popolazione bovina nel nostro paese; di conseguenza cresce la domanda di importazioni di tagli pregiati, di mezzene e di carne da trasformazione. Tali importazioni vengono autorizzate dall’Ufficio federale dell’agricoltura nell’ambito dei singoli contingenti parziali su raccomandazione del Consiglio di amministrazione di Proviande. Poiché la Svizzera è quasi autosufficiente per quanto riguarda la carne di vitello, le cose cambiano per la carne di mucca ed il bestiame da banco con una percentuale indigena pari circa all’ 81%. In questo caso, il mercato è caratterizzato principalmente da un’offerta indigena insufficiente – una situazione che viene acuita dalla crescita costante della popolazione e dal consumo pro capite quasi stabile. Poiché piccole variazioni quantitative nel settore della carne comportano grandi variazioni dei prezzi, non sorprende che l’andamento dei prezzi dei bovini negli ultimi mesi e anni conosca ormai una sola tendenza, cioè la tendenza all’aumento! Attualmente, i prezzi dei bovini da banco superano già la soglia psicologica dei 10 franchi al kg di peso macellato e anche i prezzi delle vacche, superiori ai 9 franchi, si trovano a livelli inimmaginabili. A peggiorare le cose, si aggiunge il dato di fatto che, a causa dell’offerta troppo esigua in un mercato estremamente teso, molti animali da macello riscuotano un prezzo eccessivo. Dall’altra parte del mercato, molte istituzioni pubbliche e clienti all’ingrosso non sono più disposti a sostenere la ricarica dei costi estremamente elevati delle materie prime anche tenendo in con­siderazione la pandemia, senza contare che ciò favorisce ulteriormente il turismo degli acquisti. Per i macellai diventa impossibile realizzare i margini che sono necessari anche per la loro stessa esistenza! In considerazione del potenziale boomerang per l’intera catena del valore aggiunto della carne, occorre dunque chiedersi seriamente se dei prezzi più moderati per il bestiame da macello, rispettivamente una maggiore concessione di autorizzazioni all’importazione, seguendo il buonsenso, non costituirebbero una soluzione più sostenibile!

Ivo Bischofberger, presidente
Ruedi Hadorn, direttore

 
 
 
 
 

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