Non si tratta di sapere se, bensì quando e come!

21.02.2018

Dopo la conferenza stampa di inizio novembre del consigliere federale Schneider-Ammann, la visione d’assieme sullo sviluppo a medio termine della politica agraria con le due componenti Apertura del mercato e Politica agraria 22+ (AP 22+) è sulla bocca di tutti.

Nonostante le notevoli lacune, alla AP 22+ si deve riconoscere il merito di aver dato l’avvio alle discussioni sperate. Mentre si prospetta un’ampia consultazione nel 4. semestre per la AP 22+, si discute animatamente sugli scenari presentati per l’apertura del mercato verso l’UE e Mercosur. Le posizioni variano da un’apertura rapida e completa fino alla totale chiusura con rifiuto del dialogo, come viene attualmente praticata dall’Unione dei contadini. Un atteggiamento del genere non è tuttavia opportuno, bensì addirittura controproducente, poiché i cambiamenti del contesto economico globale non si fermano, indipendentemente dalle discussioni nel nostro Paese; in effetti la nostra economia nazionale fortemente incentrata sulle esportazioni necessita un accesso aperto ai mercati esteri con dazi bassi e con il minor numero possibile di ostacoli di tipo tariffario al commercio. Viceversa è chiaro che, dato l’alto livello dei costi in Svizzera, sommato alle strutture di piccole dimensioni, l’apertura del mercato costituirebbe una grande sfida anche per il nostro settore, per il quale comporterebbe degli scossoni a dipendenza di come verrà realizzata. Proprio per questo motivo, attualmente è indispensabile una discussione aperta e onesta che contempli le alternative possibili!
Considerando le suddette argomentazioni, l’UPSC propende per un’apertura del mercato improntata alla prudenza e graduale che, per rimanere sostenibile, dovrà essere necessariamente affiancata da misure d’accompagnamento come periodi di transizione pluriennali nonché aiuti finanziari graduali (da prelevare ad es. dalle riserve di utili). La condizione principale consiste nel fatto che non ci si deve concentrare unicamente sui rischi, bensì sulle opportunità, prendendo come esempi di successo la Green Origin in Irlanda oppure il formaggio Gruyère. A tale scopo si devono creare delle strutture di vendita trasversali che, dotate delle risorse necessarie, consentano di conquistare i mercati nazionali e soprattutto quelli internazionali sulla base dei punti forti della nostra economia agraria e alimentare!

Ruedi Hadorn, direttore dell’UPSC

 
 
 
 
Ruedi Hadorn, direttore dell’UPSC
 
 
 
 
 

Unione Professionale Svizzera della Carne UPSC · Sihlquai 255 · Casella postale 1977 · 8031 Zurigo · Tel. +41 44 250 70 60 · Fax +41 44 250 70 61 · info(at)sff.ch

Swiss Meat People
mefa