L’estremismo non si limita al settore carneo!

17.10.2018

Come noto, le azioni militanti degli animalisti fanatici si moltiplicano. L’esempio più estremo in questo ambito si potrebbe già classificare come terrorismo e si tratta dell’incendio che ha distrutto un macello francese a circa 70 km a ovest di Ginevra.

Anche alle nostre latitudini sono state commesse delle azioni violente; si ricordano le vetrine infrante di macellerie a Ginevra e nel canton Vaud oppure i danni causati ai macelli, azioni non contemporanee alle relative manifestazioni bensì commesse prima o dopo. La presidente dell’organizzazione animalista 269 Libéraion Animale dimostra fino a dove siano disposti a spingersi questi gruppi, con la seguente affermazione: «Per il bene degli animali sarei disposta anche ad andare in prigione.» Simili affer­mazioni dimostrano che le rispettive persone sono disposte a calpestare lo stato diritto nel nostro Paese e ad infrangere coscientemente le norme della nostra società e chissà quale sarà il prossimo argomento che dovrà giustificarle. In una situazione del genere un’associazione settoriale come l’UPSC non può fare molto; ad essere chiamate in causa sono le autorità giudiziarie e di polizia a livello cantonale e federale. Queste sono indubbiamente sensibili alla problematica, ma ora occorrono contromisure efficaci! Non per nulla il presidente della nostra associazione omologa francese ha chiesto la protezione attiva della polizia per le macellerie associate. Diversamente dalla Francia (ma agli attivisti non importa) la protezione degli animali in Svizzera è una delle più severe in assoluto sia nell’ambito dell’allevamento che nell’ambito dei macelli, stordimento compreso. Per motivi etici, ma anche in seguito agli influssi negativi dello stress sulla carne, molte delle nostre aziende investono già oggi parecchio tempo e denaro per accompagnare gli animali con dignità fino alla fine. Questo dato di fatto è dimostrato direttamente dall’installazione di telecamere e dai controlli rego­lari ad opera di organizzazioni animaliste. Poiché anche questi lodevoli intenti vengono attaccati frontalmente dagli ambienti militanti, rimane una sola cosa da fare: contrastare le loro azioni estre­miste con sanzioni penali severe. Quando è troppo è troppo!

Ruedi Hadorn, direttore dell’UPSC

 
 
 
 
Elis Welti, Capo Comunicazione e sost. direttore UPSC
 
 
 
 
 

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